Sei un’automobilista e quando sei alla guida non puoi fare a meno di suonare ogni 3x2 il clacson? Male, malissimo! Se passa un tuo amico e non ti vede, non è necessario attaccarti al clacson per salutarlo, gli manderai un messaggio! In alcune città italiane, il clacson non è una parte della vettura ma un vero e proprio stile di vita…sbagliato.
Da quanto possiamo apprendere dall’art. 156 del Codice della strada, l’utilizzo del clacson è consentito SOLO in casi di reale pericolo e trasporto di ferito o ammalati gravi. Nei centri urbani, diversamente da quanto appena detto, l’utilizzo del clacson NON è consentito. Al di fuori dei centri urbani, l’utilizzo del clacson è consentito SOLO al fine di evitare incidenti.
È di facile deduzione il fatto che il clacson debba essere usato con moderazione e con il solo fine della sicurezza stradale (Ehi tu, automobilista, gli amici NON si salutano con il clacson!).
Per chi viola l’art. 156 del Codice della strada rischia una sanzione che può oscillare tra le € 41 e le € 168. Inoltre, l’automobilista che dovesse scambiare il clacson per un campanellino azionandolo ripetutamente nelle ore notturne e in pieno centro abitato, rischia di incorrere nel reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. In questa ipotesi rischia l’arresto fino a 3 mesi e una sanzione fino a € 309.
La Cassazione con la sentenza del 23 gennaio 1990, ha fatto rientrare nel reato di molestie anche la situazione in cui l’automobilista richiama con il clacson e altre volgarità un gruppo di ragazze costringendole a cambiare il loro itinerario. Questa situazione si aggrava se l’automobilista si apposta sotto casa delle ragazze suonando insistentemente il clacson.
Solo Claude Kahn nel suo “Die Tat” può prendersi la licenza di far suonare al clacson dell’automobile del pianista francese le prime note della quinta sinfonia di Beethoven.